martedì 27 ottobre 2009

RICORSO AVVERSO L’INSERIMENTO A PETTINE

PRECARI
GILDA CONTRO LE GRADUATORIE USA E GETTA
RICORSO AVVERSO L’INSERIMENTO A PETTINE


Siamo abituati nei media a seguire storie improbabili, tant’è che i canali televisivi traboccano di fiction irreali, mentre la realtà ci indica storie ben diverse. Finora… Ma il Ministro Gelmini è stato in grado di capovolgere finzione e realtà (come si dice, la realtà ha superato la fantasia…) e adesso sta andando in onda sul canale ministeriale la fiction interminabile delle graduatorie pettine-coda.

A seguito della nostra richiesta inoltrata nell’incontro col dottor Martino del 16 ottobre u.s., richiesta relativa alla quantificazione delle domande di immissione a pettine da altre province nella provincia di Belluno, il 23 ottobre l’USP ci ha comunicato i numeri ufficiali che, per motivi di correttezza, non rendiamo noti, ma che da una prima lettura risultano allarmanti nella quasi totalità delle classi di concorso. Tanto più che, da un confronto effettuato, le code delle graduatorie ad esaurimento di Belluno sono più affollate rispetto ad altre del Veneto e del Friuli perché sono state prese di mira in quanto si è intravista la possibilità di inserirsi a pettine. In pratica è successo come per l’effetto venerdì per la partenza intelligente per le vacanze: prevedendo che sabato e domenica sono a bollino nero, si parte in massa il venerdì che così diventa bollino nero. Belluno è diventata bollino nero per le code.

Considerato che gli USP hanno ricevuto dal MIUR l’indicazione di inserire a pettine con riserva i ricorrenti, la situazione che si profila è assai critica per coloro che avevano maturato negli anni e nella propria provincia di servizio diritti di posizione in graduatoria, diritti che, solo grazie all’incapacità del Ministero di gestire partite così delicate e importanti, saranno buttati alle ortiche, come un nulla di fatto.

Anche se per ora per le Graduatorie ad esaurimento non ci saranno modifiche per i prossimi due anni in seguito all’emendamento al decreto-legge salva-precari, si profila però dal 2011 la possibilità per i precari di trasferirsi dalla propria ad un’altra provincia (quindi un’unica graduatoria in un’unica provincia a scelta) con l’inserimento “a pettine”. E questo è uno spettro inquietante perché chi è ai primi posti in graduatoria ed è radicato sul territorio si vedrà scippare il posto faticosamente conquistato da uno da fuori che ha più punti e ha già fatto i suoi calcoli per venire a prendersi il ruolo e poi andarsene prima possibile. Come è sempre successo in questa martoriata provincia di transito. La provincia di Belluno, purtroppo, per certi aspetti è una provincia usa e getta. Se poi associamo tutto questo alla minaccia dell’ANIEF di ricorrere alla Corte Costituzionale, il quadro normativo è sconvolto.

È intollerabile che i colleghi non solo siano costretti a vivere in sequenza vite da precari, vite da precari nomadi (vedi inserimento nelle altre tre province), ma adesso anche vite da precari nomadi e privati perfino dei diritti acquisiti negli anni.

È intollerabile concretamente significa che la nostra Organizzazione Sindacale a livello nazionale ha già fatto partire un ricorso collettivo per la tutela degli interessi dei precari storici della provincia e quindi avverso l’inserimento a pettine delle code, ricorso con fondati motivi giuridici.

Questa non è una posizione che vuole mettere in guerra nessuno contro nessuno, tanto meno Nord contro Sud (perché nelle graduatorie della nostra provincia, come tutti sanno, è presente una considerevole percentuale di insegnanti che provengono dal Sud e che vanno cautelati), ma è semplicemente un atto di equità tra lavoratori che ancora una volta sono considerati mercanzia che si può sistemare e spostare in qualsiasi parte del Paese in ragione delle proprie economie di scala.

Eravamo fin dall’inizio contrari all’inserimento nelle altre tre province e lo abbiamo manifestato a voce alta, ma in questi tempi di democrazia usa e getta, le OO.SS. non vengono ascoltate: è considerata tutta democrazia inutile.

Il ricorso è già attivo in tutte le province d’Italia e quindi anche nella nostra provincia da diverse settimane ad un costo irrisorio proprio perché stiamo parlando del rispetto delle regole democratiche. Basta contattare la Gilda degli Insegnanti. E in effetti a contattarci sono in tanti.

Gilda degli Insegnanti Belluno
Milena Zucco
Livio D’Agostino

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